CARNEVALE

le maschere da copiare
stampare e colorare!


 

Arlecchino
Nasce in uno dei quartieri poveri di Bergamo intorno al 1500. E' un servitore sempre affamato. Ha un carattere sciocco e credulone, codardo e superstizioso, scaltro, avido e sempre in mezzo ai guai, imprevedibile, ma molto simpatico.
Diverte con i suoi movimenti rapidi, il modo di parlare cantato e il tono di voce stridulo. All'inizio il colore del suo costume era una mescolanza di nero (dal carbone o dalla fuliggine) e di grigio (simbolo della miseria e della fame). Raffigurava il villano sceso il città, sporco, stracciato che, vedendo i cittadini più puliti e meglio vestiti, provvide a rattopparsi l'abito. Le toppe cambiarono nel corso del tempo: nel Seicento erano multicolori con prevalenza di rosso; nel Settecento divennero di panno prezioso applicate tuttavia su vesti strappate o lisce.
Nella Commedia dell'Arte Arlecchino è uno zanni, un servo in cerca di una vita migliore. Per non mettersi nei guai non esita ad ingannare, tradire, raccontare bugie e fare dispetti. Ingenuo e credulone si dispera e si consola con facilità, come i bambini.
Sempre alla disperata ricerca di cibo sogna boschi con alberi carichi di mortadelle e montagne di polenta. Porta con sé il batocio un'arma che usa nelle zuffe. Calza una maschera che riproduce un volto orribile, nero, che è diventato il "suo" volto: Arlecchino non la toglie mai