E' Pasqua

Il tempo della Quaresima per i cristiani è un periodo particolarmente importante dell'anno liturgico; sono quaranta giorni caratterizzati da un clima di riflessione sulla figura di Gesù e sui suoi insegnamenti, un periodo che culmina nel grande evento della Risurrezione celebrato nella Domenica di Pasqua.
La festività della Pasqua coincide con l'arrivo della primavera. Dopo un lungo inverno l'avvicendarsi di giornate tiepide e rallegrate dal sole rendono ancora più gioioso questo periodo.
Nell'aria primaverile riprendono a volare le farfalle dai mille colori. Il loro passaggio dal buio del bozzolo, in cui erano rinchiuse sotto forma di crisalide, alla luce del sole nella nuova veste di farfalle ricorda ai cristiani il passaggio dal buio della morte alla luce della risurrezione.
La domenica di Risurrezione è un giorno di grande felicità che si manifesta anche nello stare insieme con gioia, nel ritrovarsi ad esempio in famiglia o con gli amici per il pranzo di Pasqua. Per questa occasione si può dare un tocco di allegria alla tavola realizzando dei simpatici segnaposto i cui soggetti richiamano alla grande festa pasquale o realizzare un biglietto di auguri da far trovare sotto al piatto dei nonni.

 

Modi di dire

Nel linguaggio comune ricorrono "modi di dire" che trovano la loro origine nelle letture evangeliche del periodo quaresimale-pasquale, o comunque che sono collegate con la liturgia e tradizione cristiana di tale periodo.

"LUNGO COME UNA QUARESIMA": si dice di una persona o di una cosa prolissa, noiosa, insistente.

"HA SCIUPATO TUTTO ADESSO E FA QUARESIMA": si riferisce a chi ha sperperato i propri beni,le proprie ricchezze e adesso fa digiuno, vive in povertà.

"PORTARE LA PROPRIA CROCE": questo modo di dire trae la sua origine dalla salita al calvario di Gesù Cristo ed è da intendersi come la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita, così come il Figlio di Dio ha accettato e sopportato la dura prova del martirio in croce, senza cedimenti pur nella sofferenza di quei drammatici eventi. Collegato all'episodio della salita al Calvario di Gesù carico della croce c'è un ulteriore modo di esprimersi usato per indicare una dura sofferenza: "LA SUA VITA E' UN CALVARIO". Così come: "STARE IN CROCE" (Stare in pena) e "CHE CROCE!" sono espressioni che ribadiscono e sottolineano la gravità di una situazione particolarmente penosa.

"GETTARE LA CROCE ADDOSSSO A QUALCUNO": cioè addossare la responsabilità di un fatto ad un'altra persona, per biasimarla.

"LA CROCE CHE CI SI FA DA SOLI E' LA PIU' PESANETE": il modo di dire vuol significare che, quando siamo noi stessi a costruirci delle croci, cioè a commettere delle azioni di cui in seguito ci pentiamo e che inoltre si rotorcono contro di noi, dovremo sopportarne il peso (le conseguenze) che sarà sicuramente più gravoso, rispetto a quando è imputabile invece a cause esterne, dato che in questo caso siamo noi stessi gli artefici del danno provocato.

"ESSERE FELICI COME UNA PASQUA": riferito a chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.

"PASQUA ALTA": si ricorre a questa espressione quando la festa di Pasqua è in ritardo rispetto al tempo in cui ricorre normalmente, mentre si dice: "PASQUA BASSA" quando è in anticipo.

"VENIRE LA PASQUA IN DOMENICA": per indicare ciò che si verifica al momento opportuno, che arriva a proposito.

"ESSERE COMESAN TOMMASO": la locuzione viene usata per indicare un'ostinata incredulità verso una notizia o un fatto, proprio come l'apostolo Tommaso che si rifiutò di credere ai compagni che gli riferivano l'apparizione di Gesù risorto.


 
 

Curiosità sulla Pasqua

L'UOVO di cioccolata regalato in occasione della Pasqua è sicuramente l'immagine che maggiormente ricorre nell'evento pasquale. Già presso popolazioni e civiltà antiche l'uovo era considerato simbolo di eternità, di nuova vita, di rinascita, e proprio con questo significato venne a far parte della tradizione cristiana richiamando alla risurrezione di cristo, al Figlio di Dio che ha vinto le tenebre della morte ed ha riscattato l'intera umanità dal peccato introducendoci alla vita eterna.

Tra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico CONIGLIETTO che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ma si richiama alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a simbolo di Cristo. Come Gesù stesso aveva detto di sé: "Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell'uomo non ha un posto dove poter riposare" (Lc 9,58), così anche la lepre non ha tane né case, è un animale gentile che simboleggia la nuova vita che ritorna ogni promavera.
Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant'Ambrogio come simbolo della risurrezione.

E' consuetudine nel periodo pasquale regalare la COLOMBA, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. La colomba richiama all'episodio del diluvio universale descritto nella Genesi (Gn 8,10-11), allorché ritornò da Noeè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un'epoca nuova per l'umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace, e nel periodo pasquale questa simbologia richiama alla pace portata da Gesù, il "Principe della Pace", che con il suo sacrificio ha riconciliato l'uomo a Dio, suo Padre.

Con il termine PASQUETTA si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura": una "scampagnata" fuori città.