Imparare Ascoltando






STORIA DI UN BIMBO CHE NON VUOL CRESCERE
Conosco un bambino che ha compiuto da poco quattro anni e si chiama Duccio. Fino a qualche mese fa Duccio era un bambino come gli altri: vivace e pieno di fantasia, gli piaceva giocare con gli amichetti, frequentava con interesse la scuola materna, non stava mai fermo un momento; era curioso e domandava sempre "perché?"; aiutava la mamma e si arrampicava in montagna con papà come un piccolo alpinista.
Qualche mese fa, però, le cose sono cambiate. Quando la mamma gli chiedeva di fare qualcosa, Duccio rispondeva: - Non lo posso fare: io sono piccolo -; a scuola era sempre annoiato e si rifiutava di partecipare ai lavoretti dei suoi compagni; la sua stanzetta era un gran caos, tutto in disordine e non si impegnava per niente. un giorno disse alla mamma: - Non posso andaer a scuola: sono troppo piccolo! - . Insomma sembrava che Duccio avesse perduto il gusto e la gioia di crescere e di fare... Si era accorto che crescere costa: bisogna imparare, osservare gli orari, alzarsi presto per andare a scuola, fare qualche sacrificio, tenersi in ordine le proprie cose... Era molto più comodo far lavorare gli altri: la mamma, il papà, le maestre... Ecco, allora, che la mamma doveva lavarlo, vestirlo, allacciargli le scarpe, portargli lo zainetto... All'inizio la mamma e le maestre lo incoraggiavano a impegnarsi, a fare da solo, a cavarsela senza ricorrere sempre agli altri...; ma, poi, hanno cominciato a prenderlo sul serio e a trattarlo davvero come un "bambino piccolo".
Quando era a tavola gli davano da mangiare la "pappa" dei bambini e gli riempivano il biberon di latte: lui era piccolo, non poteva mangiare i cibi dei "grandi"... Quando aveva finito la cena lo mettevano subito a letto, senza vedere un po' la TV: lui era piccolo, non poteva star su fino a tardi...
Quando compì i quattro anni Duccio chiese come ragalo una bicicletta per giocare con i compagni, ma i genitori gli regalarono solo un sonagli e un coniglietto di peluche: Duccio era "piccolo", sarebbe stata pericolosa una bicicletta... La bicicletta è un regalo per bambini "grandi".
A questo punto Duccio cominciò a pensare: - Essere piccoli sarà anche comodo: si evitano fatiche e impegni, ma è così noioso.... Allora è meglio darsi da fare per crescere, anche se, qualche volta, costa fatica -. Da quel giorno la vita di Duccio è completamente cambiata. Ora è allegra, spensierato e pieno di vita come prima. Ora anche la mamma, le maestre e i compagni sono contenti....
 

tratto da: L'ora di Religione, dicembre 1996, p. 7 (allegato ad una unità didattica per la scuola materna)


 


 



 
 


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