| Ardasecco
Ardasecco
disse un giorno
vado via
e non ritorno,
tanti
topi giù in cantina
lui trovò
quella mattina.
Uno grosso
era caduto
dentro
il buco dell'imbuto.
chiamò
quindi il suo gattino
che faceva
un pisolino.
Ma il
gatto per dispetto
l'aggredì
con un graffietto.
Prese
allora un gran bastone
per picchiare
il pelandrone,
ma il
micio assai furbetto
scappò
via sopra il tetto.
Fu così
che Ardasecco
non risolse
un fico secco. |
L'orso bruno
Lillo il
topo
arrivò
dopo.
Zigo il
coniglio
lontano
un miglio.
La gatta
Ernesta
era alla
festa.
Gigi il
canguro
stava
sul muro.
La mucca
pazza
era in
terrazza.
Così
nessuno
Sta più
con Bruno |
Avventura
in Mare
Ardasecco
un giorno disse:
"Voglio
fare come Ulisse",
che
partì dal suo paese
navigando
a più riprese.
Ma
la nave non partiva
C'eran
buchi nella stiva
Il
motore era avariato
Il
nostromo anche ammalato.
Prese
allor la barca a nolo
Da
un esperto barcarolo
Ma
così non fece il viaggio
Non
c'entrava l'equipaggio.
Al
momento di salpare
Affondarono
nel mare.
Tutti
a nuoto verso riva
Ardasecco
non arriva.
Boccheggiando
e con dolore,
di
alcuni pescatori nella rete era finito
per
il freddo intirizzito.
"Guarda
qui che pesce buffo
per
pigliarlo io mi tuffo
-
disse il giovane alla rete -
a
vederlo non credete." |
| Aristippo
al parco giochi
Un
bel giorno al parco giochi
di
bambini c’eran pochi,
Aristippo
pensò allora
posso
starci più di un’ora.
Sullo
scivolo salito
fu
ben presto redarguito
da
quel vigile Macchietti
che
era pieno di fischietti.
“Cani
e gatti son pregati
d’esser
sempre accompagnati.
Devi
star col tuo padrone
Se
no c’è contravvenzione.”
“Il
padrone è all’altalena
ce
ne andremo per la cena.
Sono
sempre in compagnia
fino
a che andremo via.”
Sulla
buccia di banana
che
era sotto la pedana
fece
il vigile in bel salto
ricadendo
sull’asfalto.
“Ahi
ahi ahi fa molto male
voglio
andare all’ospedale.”
Aristippo
che fortuna
Giocò
quindi fino all’una. |
Aristippo
Aristippo
cane grosso
nel saltare
un alto fosso,
ruppe
l’osso ad una zampa.
La notizia,
sulla stampa,
fece il
giro del paese,
nelle
case e nelle chiese.
Fu deciso
un intervento
dal chirurgo
del convento
che nel
far l’operazione
fece un
po’ di confusione.
Operò
la zampa errata,
anziché
quella malata.
Disse
il cane: ”Questo è troppo:
a due
zampe sono zoppo.
Come faccio
a camminare?
Come faccio
a saltellare?”
La capretta
Baffettina
molto
esperta in medicina,
che era
amica di Aristippo,
lo salvò
da quell’inghippo.
Con l’unguento
del mugnaio
ben nascosto
nel granaio,
mescolato
a un po’ di fieno
lo guarì
in un baleno. |
Aristippo
antiscippo
Aristippo
nel giardino
fece
un giorno un pisolino,
quando
il vigile Macchietti:
“Questo
luogo non rispetti,
non
si può dormir nel prato
anche
il sonno qui è vietato.
Mostra
subito il collare
Io
la multa devo fare.
Penserà
il tuo padrone
a
sanar la posizione”.
“Il
padrone io non tengo
sono
solo ed a ramengo.”
Quindi
il vigile, un po’ vile:
“Io
ti porto nel canile!”
Un
bambino visto il fatto
si
avvicina quatto quatto:
“Il
collare non l’ho messo
il
padrone son da adesso,
questo
cane farà fuori
tanti
ladri e scippatori,
se
lo salvo dal canile
sarà
cosa assai civile.”
Fu
così che Aristippo
diventò
cane antiscippo. |
La slitta di Babbo Natale
Aristippo
per Natale
volle
scrivere al giornale
per
aver dei regalini
come
tanti bei bambini.
Lo
chiamò Babbo Natale
E
gli disse: "Meno male
mi
serviva proprio un cane
ché
le renne, molto strane,
quasi
tutte son malate,
come
accade in certe annate.
Metto
i cani della ditta
a
tirare la mia slitta
ne
mancava proprio uno
meno
mal che c'è qualcuno."
Aristippo,
che fatica,
non
poté negarsi mica,
tutti
i giorni sotto tiro,
a
portar regali in giro.
Alla
fin Babbo Natale,
per
non farlo restar male,
quando
lui non se l'aspetta,
gli
donò una cagnetta.
|
Merenda dalle api
Sta l'orso
Bruno
Di sotto
al pruno,
segue
lo sciame
siccome
ha fame.
Si punge
il muso
così
confuso,
ma non
importa:
sogna
una torta
fatta
con mele
ed anche
miele.
Vorrebbe
andare
nell'alveare
Perché
è ghiotto
e si fa
sotto.
Nell'olmo
cavo
ci trova
un favo.
Eccolo
il punto
con miele
appunto.
Viene
aggredito
ma, divertito,
la pelle
dura
lo rassicura.
"Che merendina
l'ape
regina!"
Mentre
si sazia
lui già
ringrazia. |
L'orso d'inverno
E' grasso
e largo
va in
letargo.
E' l'orso
Bruno
che fa
digiuno.
Quand'è
l'inverno
va all'interno
di grandi
grotte
con le
marmotte.
C'è
la tormenta
e s'addormenta.
Torna
dov'era
a primavera.
Senza
più grasso
se ne
va a spasso
ben dimagrito
con appetito.
Mangia
di tutto
è
all'asciutto
rape,
radici
pesci
pernici.
In pochi
giorni
che il
peso torni
certo
lui spera:
E' primavera.. |
Il quadro di Ardasecco
Ardasecco
un quadro al muro
Volle
rendere sicuro.
Prese
un chiodo ed il martello
E
salì sullo sgabello.
Cadde
giù come una palla
E
si ruppe anche la spalla.
Mentevasta
il mago amico
"Devi
far come ti dico,
sotto
i piedi metti colla
lo
sgabello non ti molla.
Se
ti leghi con la fune
di
cadute resti immune".
Ma
così legato e stretto
Diede
un colpo in un tiretto.
La
trovata sembro scema
Non
risolse il suo problema.
Sempre
il gufo, amico saggio,
gli
inviò questo messaggio:
"Serve
scala ben robusta
e
farai la cosa giusta".
E
così restando illeso
Fu
ben presto il quadro appeso |
Sistemi per annaffiare
Ardasecco,
un po' maldestro,
mise
l'acqua nel canestro
per
versarla poi di getto
in
un secco giardinetto.
Nonostante
le premure
Se
ne uscì tra l fessure
Tutta
l'acqua già versata
Nell'impresa
disperata.
Ardasecco
non capiva,
gli
andò via la saliva
e
grondava di sudore
lavorando
per otto ore.
Ma
il mago Mentevasta
suggerì
lo scolapasta
E
così con tale arnese,
Ardasecco
fu alle prese.
Anche
questo tentativo
Fu
piuttosto negativo,
quando
un tale, un po' bislacco,
disse:
"L'acqua dentro un sacco
con
i buchi da cercare
tarderà
nello scappare".
Fu
Battista, un saggio gufo,
che
a vederlo s'era stufo,
un
bel secchio a consigliare
nell'intento
d'innaffiare:
"Se
mai l'acqua qui si perde
il
giardino torna verde!"
|
Pasta al forno
Ardasecco
disse un giorno
"Voglio
far la pasta al forno".
Si
recò da Mentevasta
che
sa sempre quanto basta
per
i piatti di ogni sorta
per
la salsa e per la torta.
Consigliò
innanzitutto
quattro
fette di prosciutto
dieci
mele molto cotte
due
noci e tre ricotte.
Nella
pentola va il tutto
fino
a quando è ben asciutto,
alla
fin della cottura
metti
pur la pasta dura.
"Ma
questo è un bell'intruglio,
la
pancia va in sobbuglio!".
Ardasecco
disse al mago:
"Non
ci manca che lo spago!".
"Se
l'aggiungi ti conviene
ché
il piatto lega bene".
Disse
il gufo: "Vado e torno
Per
la vera pasta al forno
basta
andar da nonna Tina
che
fa pasta sopraffina". |
| Ardasecco
in barca
Ardasecco
disse al mago
Merntevasta:
"Vado al lago
Voglio
fare i tuffi in barca
Col
costume che è di marca".
"Metti
a bordo molti sassi
che
il livello un po' si abbassi,
che
la barca troppo alta
facilmente
si ribalta".
Ardasecco
sassi tanti
sia
dietro che davanti
sistemò
con molto acume
indossando
il suo costume
fece
il tuffo col suo stile.
Ma
tornò sull'arnile
Che
la barca era sparita;
dove
mai era finita?
Ma
il gufo amico caro,
consultò
un palombaro
che
girò come gli piacque
tutto
il lago sotto l'acque.
Con
i sassi ancora dentro
La
sua barca stava al centro.
Per
sentire Mentevasta
Giù
al fondo era rimasta. |
Alla formula uno
Ardasecco
alle nove
era
pronto per le prove
con
la tuta da pilota
ed
un’auto affatto ignota.
Sul
circuito monzese
Mentevasta
le contese
lo
convinse ad affrontare
con
la macchina esemplare.
Rubacchiando
pezzi vari
concorrenza
alla Ferrari
volle
far con tal vettura
e
mostrar la sua bravura.
Ricavato
era il motore
da
un vecchio reattore
e
la sua carrozzeria
da
un razzo dato via.
Il
meccanico in fiducia
glielo
disse:” Questa brucia
un
po’ troppo carburante
non
ci arrivi col contante”.
Il
problema fu risolto
quanto
– e non ci volle molto –
a
vettura ancora ferma
li
portarono in caserma. |
Il gatto del
nonno
Il
gatto del nonno
non
aveva molto sonno
e
per questo quella notte
bazzicava
nelle grotte.
Topi,
ragni, pipistrelli
eran
tutti poverelli
pieni
sempre di paura
paventando
la cattura.
“Ci
conviene cambiar grotta
non
possiamo far la lotta
_disse
timida Filippa_
qui
per gatti non c’è trippa”.
Con
Filippa, esperta rana,
disertarono
la tana
e
raggiunsero in gran fretta
di
quel monte la sua vetta.
Il
gattoide beffato
trovò
l’antro spopolato
e
tornò da nonno Tino
a
mangiarsi una spuntino |
A scuola di Russo
Ardasecco
s'introdusse
Nel
reparto delle Russe,
che
vivevano in campeggio
dalle
parti di Viareggio.
Non
capendo una parola
solo
il Mago lo consola.
"Or
bisogna che conosca
la
parlata che c'è a Mosca,
c'è
un ottimo insegnante
per
le lingue Levante.
Fa
parlar turco il Cinese
ed
in greco l'Albanese".
"Oh,
per me sarebbe un lusso,
sì
la notte parlo russo
ma
non so un accidente
delle
lingue dell'Oriente.
Voglio
dir che parlo e russo
e
col Mago ne ho discusso
ma
essendo testa dura
lui
degli altri non si cura".
Ardasecco
nel campeggio
ritornò
solo a passeggio.
Per
quel Mago un po' cocciuto
con
le Russe restò muto. |
Cura dimagrante
Ardasecco
troppo grasso
si
stancava ad ogni passo.
Chiese
al medico curante
una
cura dimagrante.
Ed
il Mago Mentevasta:
"Una
cura non ti basta,
ce
l'ho io per te la dieta
con
il succo della bieta,
misto
a quello di carota
ti
farà la pancia vuota.
Poi
con cinque bastonate
son
le chiappe rassodate.
Dieci
giorni e tutto il grasso
se
ne va che è uno spasso".
Ardasecco
a sottoporsi
vi
si reca e sente i morsi
della
fame e sul sedere
spuntan
tante macchie nere.
Ma
Battista gufo saggio
lo
salvò da quel linciaggio:
"Stai
lontano ti consiglio
da
quel mago almeno un miglio". |
I Prosciutti avariati
Ardasecco
disse a tutti:
"Non
mangiate più i prosciutti
chè
il mago Mentevasta
li
ritiene carne guasta.
Se
con calma, uno alla volta,
li
portate qui a raccolta,
ne
faremo una catasta
che
poi brucia Mentevasta":
Ed
ognuno, dispiaciuto,
non
avrebbe mai voluto,
il
prosciutto porta in luogo
destinato
al grande rogo.
Con
l'aiuto dei suoi servi,
quelli
buoni senza nervi,
nella
notte il mago porta
in
cantina e ne fa scorta.
Mette
legna al loro posto
sempre
agendo di nascosto.
Ardasecco
dell' inganno
se
ne accorse dopo un anno.
Tanti
ossi vide a cena |
La festa
Aristippo
va alla festa
con
un fiocco sulla testa,
vuole
far colpo sicuro
sulla
moglie del canguro.
C'è
il vigile Marchetti
a
controllo dei maschietti
che
già vede cose strane
sulla
testa di quel cane.
"Non
mi pare regolare
questo
fiocco da portare
-
incomincia in tono brusco -
ti
fa il muso da mollusco."
"E'
la festa qui privata,
la
divisa ti è vietata
-
interviene la cangura -
devi
uscir da queste mura."
Con
il vigile alla porta
degustarono
la torta,
senza
guai e senza multe
come
fan persone adulte. |
Aristippo
e la volpe
Le
galline del pollaio
lamentavano
in bel guaio
una
volpe malandrina
le
colpiva ogni mattina.
Aristippo
disse allora:
"Io
mi alzo di buon ora
o
sto qui la notte all'erta
ma
ci vuole la coperta,
che
fa freddo a stare fuori
e
non voglio raffreddori."
"Non
coperte, solo penne
-Aristippo
ne convenne-
possiam
darti per la notte,
non
siam come le marmotte
rivestite
di pellicce
per
non esser malaticce."
Aristippo
penne addosso
se
ne mise a più non posso.
Si
nascose tra le rampe
pur
mostrando quattro zampe
e
la volpe furbacchiona
mentre
pensa: "qui si pappa"
come
un fulmine poi scappa. |
Il giubbotto
anticibo
Ardasecco
e il mago a cena
Mangian
zuppa con avena,
ch'è
un piatto alquanto giallo
meglio
adatto ad un cavallo.
Ardasecco
si lamenta
lui
vorrebbe la polenta,
non
gradisce quella zuppa
cero
rancio per la truppa.
Ma
del mago l'insistenza
lo
costringe all'obbedienza,
manda
giù quella brodaglia
come
fosse fieno e paglia.
Delle
cene e cibi scarsi
va
dal gufo a lamentarsi,
che
consiglia un bel sistema
per
risolvere il problema.
Un
giubbotto a doppio fondo,
ben
capace, largo e tondo,
lui
lo indossi nel banchetto
con
l'imbuto in mezzo al petto.
Ogni
cibo non piaciuto
tu
lo versi nell'imbuto,
ben
piazzato sotto il mento,
quando
il mago è disattento. |
Il paracadute
Ardasecco
entusiasta
è
dal mago Mentevasta
che
consiglia prove astute
con
il suo paracadute.
Un
ombrello sgangherato,
con
lo spago rappezzato,
può
servire per l'impresa
e
lanciarsi senza spesa.
Ardasecco
si prepara
al
cimento della gara.
Incomincia
già dal letto
ad
usar lo scendiletto,
con
l'ombrello sopra ritto
ci
si butta a capofitto.
Poi
sul tavolo risale
e
si fa piuttosto male.
Nelle
prove non s'arresta,
sta
per rompersi la testa
quando
sale sulla loggia
con
lo strano parapioggia.
Per
fortuna il Gufo saggio
l'interrompe,
con coraggio;
l'aggredisce
con il becco
e
scappar fa Ardasecco. |
Aristippo ai giardini
Quando
il vigile Marchetti
fa
servizio ai giardinetti,
le
aiuole vuol protette
quindi
scherzi non ammette.
Ma,
si sa, che cani e gatti
per
i giochi vanno matti,
ed
i bimbi pure quelli
sono
sempre un po' monelli.
Aristippo
a mezzodì
deve
fare la pipì
ed
ai piedi di una pianta,
la
paura fa novanta,
teme
il vigile che arrivi.
Ma
i gatti si fan vivi
miagolando
a più non posso,
e
giocando a saltafosso.
Con
il vigile distratto
dal
fracasso messo in atto,
Aristippo
in santa pace
Fa
pipì dove gli piace. |
Seccardino
all'asilo
Ardasecco
(il suo bambino
ha
per nome Seccardino)
all'asilo
iscrive il figlio,
ma
non vuole alcun consiglio.
C'è
il mago che ci pensa
anche
ai piatti della mensa,
ai
disegni, a tutto il resto,
all'arredo
che è richiesto.
Seccardino
ha cose strane,
in
cartella pur le rane,
fa
disegni sulla maglia
ed
a scrivere si sbaglia.
Lui
con l'ago senza filo
Il
cucito fa all'asilo,
ma
la stoffa non si lega
ed
il fatto non lo spiega.
Tutto
questo non va bene,
la
maestra la lo ritiene
un
sistema non adatto
al
bambino di quel matto.
Ma
un giorno, scarpe al collo,
lui
arriva, e piedi a mollo,
che
il mago che non erra:
"Devi
avere i piedi in terra
se
vuoi vincere ogni sfida"
detto
aveva, lui confida.
A
quel punto l'insegnante
lo
cacciò e all'istante.
|
|
Lo spaventapasseri
Un
ombrello per cravatta,
uno
straccio per ciabatta,
il
cestino per cappello,
Ardasecco
si fa bello.
Deve
andare alla sfilata
che
è dal mago organizzata.
Mette
pure con coraggio
la
grattugia del formaggio,
per
grattarsi all'occorrenza
se
gli scappa la pazienza.
Non
arriva al suo destino
che
lo vede un contadino,
spaventapasseri
crede
come
in strada mette piede
e
nell'orto lo assicura
agli
uccelli a far paura.
Ardasecco
in terra fisso
sembra
proprio un crocifisso.
Manco
il Gufo lo conosce,
gli
si fan le ali flosce
e
gli viene anche il tremore
nel
vedere tanto orrore.
"Ardasecco
tu sei pazzo -
dice
poi a quel pupazzo -
Di
quel mago troppe volte
Le
proposte sono stolte".
|
La merenda
di Seccardino
Seccardino
vuol per forza
La
banana con la scorza,
e
mangiarla nel frullato
col
prezzemolo pepato.
Ardasecco,
molto ligio,
a
quel mago ed al prestigio,
non
consente tal mistura
che
gli par contro natura.
Per
avere benestare
sente
il mago luminare,
che
approva la poltiglia
e
del sale in più consiglia.
Seccardino
il beverone
manda
giù con attenzione.
Gli
si fa la faccia gialla
e
lo stomaco gli balla,
l'ombelico
si fa scuro
ed
il vomito è sicuro.
Quando
arriva in ospedale
per
non farlo stare male
gli
vien fatta la lavanda
e
distrutta la bevanda.
Questi
maghi ciarlatani
li
dovete aver lontani.
|
I disegni
di Seccardino
Seccardino
nel disegno
mette
sempre poco impegno
fa
giraffe senza collo
e
con zampe come il pollo.
L'elefante
fa con corna
ed
il conto non gli torna.
Alla
volpe mette l'ali
ed
al cane gli stivali.
Se
al disegno mette mano
l'animale
gli vien strano,
mischia
gli orsi con le oche
i
canguri con le foche.
Visto
questo l'insegnante
gli
consiglia case e piante,
son
disegni più normali,
lasci
stare gli animali.
Ma
disegna un bel palazzo
con
proboscidi in terrazzo,
alle
case fa più vecchie
le
finestre con le orecchie.
Fa
le zampe anche alle piante
che
camminano all'istante
e
gli escono dal foglio.
"Le
magie qui non voglio -
la
maestra dice - basta,
torna
pur da Mentevasta".
|