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L'ONOMASTICO
Sui calendari, in genere, vicino alla data è riportato il nome di un santo o di una santa che si festeggia in quella giornata. Se il nome del santo festeggiato corrisponde al nostro nome ecco che possiamo dire: "Oggi è il mio onomastico". Il vocabolo onomastico derica dal greco e significa "appartenente al nome".
LO SAPEVATE CHE...?
SANTI PROTETTORI
San Giorgio è
il protettore degli "scouts".
Santa Veronica
è la protettrice dei fotografi.
Sant'Alberto
di Lovanio è il protettore dei panettieri.
Santa Apollonia:
dentisti.
San Mauronto
di Marsiglia: calciatori.
San Cristoforo:
atleti, automobilisti.
San Michele:
paracadutisti, bancari.
Santa Liduina:
pattinatori.
San Leonardo:
fruttivendoli
Santa Dorotea:
fiorai.
San Tommaso:
geometri, muratori.
San Camillo:
infermieri.
San Tarcisio:
chierichetti.
San Genesio:
attori.
San Crispino:
calzolai.
San Luca: pittori,
scultori.
Santa Cecilia:
cantori, musicisti.
Sant'Andrea:
pescatori.
San Davide: poeti.
Santa Lucia:
elettricisti, oculisti.
San Carlo Borromeo:
catechisti.
LA LINGUA CHE
PARLIAMO
In alcune
espressioni familiari il termine "santo" posto davanti ad un sostantivo
ha valore rafforzativo:
"Fammi ilsanto
piacere di spegnere la televisione!.
"E' tutto il
santo
giorno che ti aspetto".
"Santa
pazienza!", oppure "Santo
cielo!": espressioni con le quali si manifesta un certo disappunto, impazienza.
Altre volte,
nel parlare comune, si fa riferimento a feste di Santi per indicare una
data precisa del calendario.
"Ti verremo a
trovare per Tutti i Santi":
cioè il 1° novembre.
"ASanto
Stefano andrò a sciare": intendendo
ovviamente il 26 dicembre.
"A San
Giuseppe faremo una scampagnata": espressione
usata soprattutto un tempo quando il 19 marzo, festa di san Giuseppe, era
anche festa civile.
Anche in diversi
modi di dire vengono citati i Santi:
"Avere
qualche santo dalla propria": cioè
avere particolarmente fortuna specialmente in situazioni di pericolo o
comunque rischiose.
"Non
sapere a che santo votarsi": non sapere a
chi rivolgersi, trovandosi in stato di necessità, per ricevere aiuto.
"Qualche
santo provvederà": espressione con
la quale si vuole esprimere un certo ottimismo, fiducia nel futuro.
"Non
c'è santo che tenga": per indicare
un fatto inevitabile, che nessuno può impedire.
CURIOSITA'
POZZO DI SAN PATRIZIO
L'espressione
"Pozzo di san Patrizio" evoca l'immagine dei ricchezza senza fine, di cosa
senza fondo.
San Patrizio
(vescovo del V secolo) è il santo dell'Irlanda di cui fu instancabile
evangelizzatore.
Una leggenda
racconta che, in seguito ad una visione, san Patrizio decise di scavare
un pozzo miracoloso: chiunque vi fosse entrato sarebbe stato sottoposto
ad una serie di indicibili prove al termine delle quali, però, se
non si fosse arreso, avrebbe ricevuto il perdono di tutti i peccati. Inoltre,
giunto in fondo al pozzo, ecco apparirgli una riposante vallata colma di
delizie e angoli verdeggianti e, proseguendo ulteriormente il cammino,
sarebbe arrivato dinanzi ad un castello stupendo, rivestito di marmi e
pietre preziose. All'improvviso le porte del castello si aprono e appaiono
degli angeli che cantano in coro mentre una schiera di Santi e di Beati
avanzano verso il nuovo arrivato. fra questi vi è sa Patrizio che
accoglie l'intrepido pellegrino invitandolo ad entrare.
L'ESTATE DI SAN
MARTINO
L'autunno, come
anche la primavera, è caratterizzato da una certa instabilità
del clima. Il passaggio dalla stagione calda (estate) a quella fredda (inverno)
avviene in maniera irregolare; dopo giornate di brutto tempo che fanno
apparire l'estate un ricordo lontano, ecco sopraggiungere altri momenti
di bel tempo prima dell'arrivo definitivo della stagione fredda. Questi
repentini mutamenti metereologici si verificano, non di rado, anche nei
giorni intorno all'11 novembre con conseguente ritorno, per breve periodo,
ad un clima mite. Tale periodo viene comunemente chiamato "Estate di san
Martino" in ricordo del santo che si festeggia proprio l'11 novembre.
E' nota la
leggenda che narra come san Martino, incontrato un mendicante lungo il
cammino, tagliò con la spada metà del proprio mantello per
donarne una parte al pover'uomo tremante per il freddo. Poco più
avanti incontrò un secondo mendicante al quale regalò, senza
indugio, la parte rimanente del mantello. Adesso, però, toccava
a san Martino patire il freddo, ma il buon Dio che aveva visto la generosità
del santo fece comparire, da dietro le nuvole, un caldo sole per riscaldarlo.
TROPPA GRAZIA,
SANT'ANTONIO
L'espressione
"Troppa grazia sant'Antonio" viene riferita a che, nel fare un favore,
va oltre misura finendo col creare disagio, o danno addirittura, al ricevente.
La frase nasce da un racconto, secondo il quale, un contadino ubriaco,
non riuscendo a salire in groppa al proprio asino decise, dopo ripetuti
e inutili tentativi, di invocare sant'Antonio. Al termine della supplica
il contadino si sentì così leggero che, spiccato un gran
salto, andò a ruzzolare addirittura dall'altra parte della cavalcatura.
Rimessosi in piedi un po' frastornato, esclamò "Troppa grazia sant'Antonio!".