TUTTO O QUASI SUL PATCHWORK
METODI
DI LAVORAZIONE
A seconda delle
forme del polistirolo usato ci sono vari procedimenti che poi andranno
raffinati con la propria fantasia, volendo distingure i vari metodi, possiamo
chiamarli:
- intarsio
o patchwork
- a
ciuffetti
- puntaspilli
a foglie, a petali, a stella
- forme
avvolte, collage, tecniche miste
MATERIALE
Il polistirolo
da decorare può essere a fogli, oppure stampato nelle più
diverse forme e dimensioni (dalle palle, coni, stelle, scatole... alle
forme di animali). Si può inoltre recuperare polistirolo dalle scatole
del gelato, dagli imballaggi, ecc.
ATTREZZATURA
Serviranno fondamentalmente:
pennarello, matita morbida, forbici, taglierino, cutter o meglio ancora
(consiglio alle più esperte) un bisturi, limetta per unghie per
il metodo ad intarsio, collante per il collage, spilli per patchwork (si
trovano incommercio e sono più corti di normali spilli), colla vinilica,
riga.
TESSUTI
Si raccomandano
tessuti non troppo spessi o rigidi. La classica cotonina è senz'altro
la migliore, se ne trovano in commercio di tante fantasie e colori. Per
rifinire: nastri, cordoncini, passamaneria, perline, fiori, merletti, ecc.
Le più
esperte possono utilizzare,per ottenere eleganti effetti, tessuti più
preziosi (raso, lamé...).
NOTIZIE
STORICHE SULL'ARTE DEL PATCHWORK
Il patchwork
è
un'arte introdotta dalle donne dei pionieri, i primi colonizzatori dell'America,
che cucivano insieme tanti piccoli ritagli di stoffa per confezionare tovaglie,
tende, coperte.
E' un'arte povera,
con materile di recupero. L'espressione patchwork, dall'inglese patch "toppa"
e work "lavoro", alla lettera lavoro a
toppe,
suggerisce
appunto l'idea di una composizione di pezzetti di tessuto, diversi per
colore e per forma.
Esempi: cf. la
sezione I MIEI LAVORI - PATCHWORK |